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PUBBLICAZIONI
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Esce in libreria il 15 settembre 2010, pubblicata da Raffaello Cortina, la nuova edizione, riveduta e aggiornata, di Scienza e Società. Introduzione alla sociologia della scienza di Massimiano Bucchi. |
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S come scienza, T come tecnica e riflessione sociologica. Una antologia a partire dai classici: Comte, Marx, Mumford, Merton, Latour, Bourdieu, Liguori editore, Napoli, 2010, di Ercole Giap Parini e Giuseppina Pellegrino (a cura di)
L´antologia mette in evidenza come, sin dalle origini, la riflessione sul ‘sociale´ abbia dovuto confrontarsi con la scienza e la tecnica: prima come fattori di trasformazione del mondo moderno, poi come nodo critico per comprendere le società contemporanee. In particolare, il lettore viene condotto attraverso un processo di mutamento che ha trasformato lo sguardo ottimistico della sociologia per la scienza e per la tecnica dei primordi in un orientamento critico che costituisce l´essenza della sociologia della scienza e della tecnica.
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Il campo sociale della fisica particellare in Italia: uno studio sociologico, Bozen-Bolzano University Press, Bolzano 2008.
di Elisa Bellotti, Lorenzo Beltrame, Paolo Volonté
La scienza occidentale sta subendo trasformazioni radicali che ne cambiano profondamente la natura: il dibattito globale sulla valutazione della ricerca; la crescita irresistibile dei criteri economici in essa (brevetti, fatturati); il superamento degli steccati e delle distinzioni tra ricerca di base e ricerca applicata, tra ricerca e sviluppo, tra ricerca e trasferimento tecnologico; l’imporsi di aree di ricerca in cui l’acquisizione e rivendicazione di conoscenza non può essere mantenuta neanche astrattamente distinta dalle applicazioni tecnologiche che essa rende possibili. In breve, la ricerca di base sta perdendo la sua centralità. In questo scenario diventa di particolare importanza comprendere bene i meccanismi attraverso i quali avviene la produzione di conoscenza scientifica, le loro potenzialità e i loro limiti, le rigidità che restringono le possibilità conoscitive e i vincoli che irrigidiscono, e quindi irrobustiscono, le conoscenze acquisite. Questo volume rende pubblici alcuni risultati preliminari di una ricerca empirica (programma Prin) svolta tra il 2006 e il 2008 nel campo specifico della fisica delle particelle.
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Technoscientific Innovation. Responsibility and New Models of Democracy in Science and Society Relationship, Rubbettino, 2008
di Giuseppe Pellegrini (a cura di)
Il ritmo e la pervasività delle innovazioni tecnoscientifiche pone nuove e pressanti domande al mondo della politica in un momento in cui le decisioni riguardanti l’ambiente e la vita dei cittadini non si possono prendere solamente dai decision makers in accordo con scienziati ed esperti. La società civile è infatti sempre più attenta a questioni riguardanti l’impatto pubblico e chiede garanzie sulla direzione impressa alle innovazioni. Ciò e dovuto in buona misura al regime di incertezza che accompagna i prodotti dell’innovazione e mette spesso in discussione la responsabilità della conoscenza scientifica e le istituzioni che la rappresentano.
Negli ultimi anni, assieme ai tradizionali strumenti della democrazia rappresentativa, sono state adottate nuove procedure di partecipazione per affrontare e gestire le decisioni riguardanti le innovazioni tecnoscientifiche. In questo volume si prendono in esame e si discutono le relazioni tra governance e innovazione considerando limiti e potenzialità delle nuove forme di democrazia partecipativa utilizzate a livello internazionale.
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Knowledge as Social Order Rethinking the Sociology of Barry Barnes, Ashgate, 2008
di Massimo Mazzotti (a cura di).
Investigating a theme first pioneered by Barry Barnes in the early 1970s, this volume explores the relationship between social order and legitimate knowledge and is intended as a tribute to Barnes' seminal role in the development of the discipline of science and technology studies (STS). The contributors highlight the way in which Barnes' work has shaped their way of conceptualizing the basic relation between knowledge and society. In doing this they explore the original sociological underpinnings of STS while pointing to the way in which Barnes' interdisciplinary work has been developed to tackle current concerns in the field as well as in social theory. They also address the concerns of social scientists who are investigating the nature of power and agency and the problem of social order, emphasizing the essential role played by scientific knowledge and technological machinery in the construction of social life. Contributors to the volume include Martin Kusch, Steven Loyal, Mark Haugaard, David Bloor, Trevor Pinch, John Dupre, Donald MacKenzie, Harry Collins, Steven Shapin and Karin Knorr Cetina.
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Donne al computer. Marginalità e integrazione nell’utilizzo delle ICT, 2007.
di Clementina Casula e Alessandro Mongili
L’uso limitato delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) da parte delle donne è spesso legato a disuguaglianze di genere. Anche oggi che il principio delle pari opportunità viene promosso dalla legislazione spesso il senso comune, sulla base di una presunta inadeguatezza delle donne, sminuisce in maniera più o meno consapevole le loro capacità in campo scientifico e tecnologico e più in generale costituisce, assieme a gerarchie di potere e a tradizioni maschiliste, un ostacolo al loro inserimento nel mercato del lavoro. I saggi nel presente volume analizzano il problema a partire da una ricerca sociologica su alcuni gruppi di donne sarde, che ha indagato principalmente il loro apprendimento di alcune applicazioni informatiche standard. L’intento è stato quello di verificare l’esistenza o meno di differenze di genere in tale processo e lo studio dei modi in cui un dispositivo tecnico si articola in gruppi sociali concreti. Indagare il rapporto fra le donne e le ICT significa anche mettere in risalto il modo in cui le convenzioni culturali, le disuguaglianze sociali e gli usi tecnici vengono trasformati in routine e naturalizzati.
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Tecnologia e società,
Roma, Carocci, 2007.
di Alessandro Mongili
Quanto è importante la tecnologia nella nostra esistenza e quanto a loro volta la vita sociale, le nostre esperienze servono a “dare forma” alla tecnologia, a plasmarla? Partendo dal concetto di “traduzione” di un dispositivo tecnico, il libro illustra i diversi livelli di intreccio esistenti fra la nostra esperienza e la tecnologia. In particolar modo, si mettono in luce la molteplicità dei partecipanti alla creazione, alla manipolazione e all’uso di un dispositivo, e l’importanza dei significati e delle interpretazioni per il suo sviluppo e per la sua integrazione nei vari contesti. Infine, si presentano le metodologie utilizzate per studiare i processi sociotecnici. |
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Sapere scientifico e modernità, Roma, Carocci, 2007.
di Ercole Giap Parini
Il sapere scientifico è uno degli aspetti costitutivi della modernità. Nell'epoca attuale, tuttavia, le condizioni in cui esso è prodotto sono profondamente cambiate. I suoi ambiti diventano sempre più specialistici e gli strumenti della ricerca sempre più complessi. Il volume fornisce una proposta teorica per leggere la portata di queste trasformazioni che rappresentano una delle grandi questioni da affrontare per comprendere la società contemporanea. |
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Cellule e cittadini Biotecnologie nello spazio pubblico, Milano, Sironi, 2006.
di Massimiano Bucchi e Federico Neresini (a cura di)
«Ma se il riso non lo mangia il parassita, perché dovrei mangiarlo io?"
Un cittadino di Casalino, Piemonte, in risposta a un biotecnologo che illustrava i vantaggi del riso geneticamente modificato sperimentato in zona.» Italiani ed europei sono davvero ostili alle biotecnologie? Quanto hanno contribuito i media a marcare la contrapposizione tra biotecnologie biomediche e agroalimentari? Come è possibile in questi campi integrare competenze scientifiche e partecipazione pubblica? Le biotecnologie sono un caso emblematico delle trasformazioni recenti – e per certi versi travolgenti – che hanno investito la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica nelle società contemporanee. Con contributi di sociologi, psicologi sociali, biologi e studiosi del diritto, Cellule e cittadini analizza il dibattito sulle biotecnologie ricostruendo da un lato gli orientamenti dell’opinione pubblica e l’atteggiamento dei media, e ripercorrendo dall’altro la storia della legislazione e le esperienze di coinvolgimento del pubblico nei processi decisionali. Mettendo in discussione stereotipi ancora radicati, gli autori approfondiscono le ragioni del senso comune e della sua presunta diffidenza, indicando la partecipazione dei cittadini come uno dei principali terreni di sfida per la scienza e la democrazia. Contributi di: Valeria Arzenton, Martin Bauer, Andrea Lorenzet, Giuseppe Pellegrini, Mariachiara Tallacchini, Giuseppe Testa, Brian Wynne.
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Il senso degli oggetti tecnici, Roma, Meltemi, 2006
di Alvise Mattozzi (a cura di)
Questo libro propone una raccolta di alcuni studi sulla socio-antropologia della tecnica che affrontano il problema del significato degli oggetti. Esso si pone, dunque, sotto il segno del dialogo tra la scienza della significazione e altre scienze sociali. I saggi raccolti nella prima parte – Attanti e reti – fanno riferimento alla semiotica al fine di descrivere gli oggetti tecnici. Quelli contenuti nella seconda parte – Pratiche e attività –, provenienti da varie prospettive disciplinari (sociologia della tecnica, etnometodologia, sociologia dell’azione, psicodinamica del lavoro), si focalizzano sulle pratiche d’uso in cui le tecnologie sono coinvolte. L’appendice contiene due saggi che pongono le basi teoriche del dialogo fra semiotica e sociologia della tecnica. Concepito innanzitutto per coloro i quali si interessano alla semiotica degli oggetti e della tecnica, nonché al rapporto tra semiotica e scienze sociali, il libro mostra più in generale, ai lettori interessati alle tecnologie, come sia possibile renderne conto in termini di sistemi e processi di significazione. Contiene un introduzione di Alvise Mattozzi e articoli di Madeleine Akrich, Marianne de Laet e Annemarie Mol, Christophe Dejours, Nicolas Dodier, Christian Heath e John Hindmarsh, Bruno Latour, Naoki Ueno, Steve Woolgar.
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Il cantiere e la bussola. Le reti Intranet tra innovazione e routine. Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2005
di Giuseppina Pellegrino
La tecnologia racconta storie su cosa facciamo e dove stiamo andando: crocevia per comprendere la società contemporanea, specchio e sintesi delle sue contraddizioni.
La messa in questione di che cos’è la tecnologia fa emergere una molteplicità non riducibile alla tecnica, fatta di strategie di appropriazione basate sull’integrazione tra vecchio e nuovo, routine attraverso cui si persegue l’esercizio di un potere specifico, tentativi più o meno utopici di codificare conoscenza e sapere attraverso un sistema tecnologico.
Arena materiale e immateriale di negoziazione e conflitto, Intranet si configura come punto di accesso privilegiato per l’analisi della comunicazione, della conoscenza e della vita quotidiana nei contesti organizzativi.
Il cantiere e la bussola sono le due metafore attraverso cui la tecnologia Intranet è stata definita e costruita in un’azienda italiana e in una britannica. Queste metafore individuano il carattere altamente simbolico dei processi che si svolgono dentro ed intorno alle tecnologie della comunicazione.
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